Art

‘My Reflection of You’ apre al The Perimeter di Londra

Le collezioni d’arte personali di Russell Tovey e Alexander Petalas fanno riflettere a Londra

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Al The Perimeter, Londra, “My Reflection of You”, una mostra congiunta dei collezionisti Russell Tovey e Alexander Petalas cattura lo sguardo riflessivo e combina il lavoro di artisti affermati ed emergenti

“My Reflection of You”, una nuova mostra allo spazio d’arte contemporanea di Londra The Perimeter, mette in mostra le collezioni d’arte personali del proprietario Alexander Petalas e dell’attore e sostenitore delle arti Russell Tovey in dialogo tra loro.

La mostra collaborativa è un autoproclamato “scegli la tua avventura” senza punto di inizio o fine, che incoraggia gli spettatori a esplorare al proprio ritmo.

Petalas e Tovey hanno deliberatamente mescolato artisti più affermati, come Wolfgang Tillmans e Phyllida Barlowcon nomi più emergenti come Leidy Churchman e Shawanda Corbett. Ignorano le gerarchie tradizionali a favore di riunire opere d’arte che possono indurre alla riflessione. L’obiettivo, spiega Tovey, è quello di promuovere l’arte attraverso “l’accessibilità e l’alleanza, amplificando e incoraggiando gli artisti ad andare avanti e consentendo alle persone di godersi l’arte il più possibile”.

Katrina Fritsch, Muschel (Rosa)2013. Toyin Ojih Odutola, L’astrazione di un continente2017-2018. Fotografia: Robert Glowacki

Mentre visitiamo la galleria, la considerazione e l’istinto curatoriale di Petalas e Tovey sono evidenti nei momenti che forniscono attraverso le opere d’arte sottilmente posizionate e i temi perspicaci che sono stati intrecciati durante la mostra.

Lo spettacolo sembra un momento saliente nella loro carriera di collezionisti, in cui mostrano prospettive che hanno compreso ascoltando le storie di ogni opera d’arte.

Toyin Ojih Odutola L’astrazione di un continente2018, siede all’unisono con Katarina Frisch Muschel (Rosa), 2013. I due pezzi si trovano in un’intima stanza nel seminterrato e sono illuminati in modo sorprendente per catturare adeguatamente un momento di meditazione. Il pezzo di Odutola fa parte di una serie di visualizzazioni di un’utopia gay nigeriana, in cui le famiglie reali sono riunite da figli omosessuali. La scultura emblematica di Frisch completa il dipinto sia nel colore che nel simbolismo di “uscire nel mondo e diventare chi vuoi essere”, spiega Petalas.

Joseph Yaeger, Vertigine2021. Karla Black, I miti consentono2012. Ana Benaroya, Il mio riflesso su di te2020. Fotografia: Robert Glowacki

La mostra esplora anche la visualizzazione delle opere da diverse prospettive. Un microcosmo del repertorio di Phyllida Barlow si trova sotto il foyer, per essere visto dall’alto, permettendogli di mantenere uno spazio leggermente rimosso accanto al dipinto titolare della mostra di Ana Benaroya, così come un dipinto del 2016 di Etel Adnan. Scendi la scala a chiocciola nel seminterrato e avrai una vista a 360 gradi di Rebecca Warren’s Sachs2013, vedendo l’esile struttura metallica da tutte le angolazioni.

Tovey e Petalas hanno selezionato opere focali su cui basarsi per ogni stanza e da lì si sono naturalmente ampliate, guidate dalle rispettive abilità per la curatela. La matrice risultante approfondisce la capacità dell’arte di connetterci in momenti discreti di umanità comune. Innesca una “riflessione interiore di te stesso, una riflessione sulle altre persone, su come puoi influenzare qualcuno”, spiega Petalas.

Un punto culminante della mostra è la fotografia di Wolfgang Tillmans Mattina di Sicilia2018. La sua rappresentazione di una mano che stringe un’arancia trasmette l’idea di momenti incustoditi che hanno ispirato la curatela di Tovey e Petalas.

Katie Diamine, Ins Dunkel2020. Guan Xiao, La figlia dell’albero2019. Doron Langberg, Senza titolo, 2020. Fotografia: Robert Glowacki

Ancora uno spazio illuminato naturalmente al primo piano, che secondo Tovey è “destinato a sembrare una mattina di primavera”. Nelle vicinanze si trovano una scultura di Guan Xiao, raffigurante due figure celestialmente ambigue che ti guidano per la stanza, oltre a dipinti di Doron Langberg, Lisa Brice e Ann Craven, ognuno dei quali cattura un momento di beatitudine. Nel complesso, le opere suggeriscono un mix di euforia e nostalgia.

Altri spazi all’interno di The Perimeter hanno un tono più contemplativo, comprese le opere di Joseph Yaeger, Salman Toor e Toyin Ojih Odutola, che considerano istantanee di momenti di grande impatto. Le opere scultoree di SoiL Thornton, Rebecca Warren, Katarina Frisch e Prem Sahib cercano di incitare alla discussione su esperienze queer, divisioni di classe e auto-percezione. La mostra realizza la visione congiunta di Petalas e Tovey per catturare lo sguardo riflessivo nelle sue diverse forme e, così facendo, crea uno spazio che stimola la contemplazione. §

Yngve Holen, Sensibile al detersivo, raccogli le cose buone, 2013; Jamian Juliano-Villani, Necessità, 2019; Lady Churchman, Coniglio lunare2020. Fotografia: Robert Glowacki

Doron Langberg, Edgar2019. Fotografia: Robert Glowacki

Gal Schindler, Dita di un fantasma2021. Lisa Brice, Senza titolo, 2019. Fotografia: Robert Glowacki

Torre Salman, Uomini dell’immigrazione2019. Shawanda Corbett, Ragazzo, ti sei lavato le mani2021. Fotografia: Robert Glowacki

Phyllida Barlow, Senza titolo: donatori2015. Fotografia: Robert Glowacki

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